Lucille Fay Le Sueur (1904-1977), in arte Joan Crawford, è stata una delle prime dive del cinema a portare il solo jazz sul grande schermo. Dopo il suo debutto a Broadway come ballerina, Hollywood le affida ruoli in cui può dare mostra dei suoi talenti come artista a tutto tondo.

È con il film Our Dancing Daughters (1928, regia di Harry Beaumont), che Joan Crawford viene eletta dal grande pubblico a diva del film muto, interpretando una figura che molto le assomiglia: quella della giovane ballerina dell’età del jazz, determinata a vivere la vita come meglio crede.

Nel film, la sua performance di Charleston sdogana questa moda, ormai internazionale, che diventa iconica anche nello stile: 

“Praticamente, ogni immagine di quell’epoca finisce in un modo o nell’altro per raffigurare una flapper coi capelli a caschetto che si scatena in questo ballo” (Cynthia R. Millman).

Il Charleston, un ballo popolare praticato ad Harlem alla fine degli anni Venti, affonda le sue radici nei balli etnici dell’Africa Centrale. La loro versione afro-americana, un passo chiamato jay-bird, si sviluppa nella Carolina del Sud, nei primi del Novecento e raggiunge New York con la prima grande migrazione.

Da ballo di strada, presto conquista le ribalte dei nightclub e degli show di Broadway, fino al suo debutto cinematografico, interpretato dalla Crawford.

In seguito si evolve, contaminandosi col ballo di sala e il Tip Tap, dando vita a una forma di Tap Charleston. Ve ne offriamo un assaggio in questo frammento di Dance Fools Dance (1931), la cui protagonista è, naturalmente, l’immensa Joan.

 

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