Nell’immaginario della cultura d’Oltreoceano, i ‘ruggenti’ anni Venti sono legati al ritratto di un elegante viveur che ascolta musica jazz, stordito dalle droghe, al tavolo di un locale notturno. La sua controparte al femminile, altrettanto iconica, è sicuramente la ‘flapper’, lanciata sul grande schermo dal film muto di Frances Marion, The Flapper. Quella che oggi identifichiamo come intramontabile mito di stile, rappresenta nella società degli anni Venti qualcosa di più complesso. Lasciamo che sia l’origine del suo nome a parlarcene: l’attestazione del termine risale già al XIX secolo e sta a indicare una ragazzina, in senso dispregiativo, o una prostituta molto giovane. La scelta in suo favore, per indicare la generazione di donne del primo ventennio del Novecento, ha a che fare con la portata provocatoria della rivendicazione di nuovo stile di vita in aperta rottura con la moralità corrente. F. Scott Fitzgerald, ritrattista della società americana del tempo, scrive una raccolta di racconti dal titolo Flappers and Philosophers, tradotta in italiano con l’infelice, ma significativo, ‘Maschiette e filosofi’. Un nuovo gusto estetico che rivela un gioco androgino, l’atto simbolico di liberazione dal corsetto vittoriano, l’appropriazione decisa dei gesti maschili del fumare e del bere, sono tutti comportamenti sociali considerati sconvenienti e legati alla volontà di sessualizzarsi, in modo esplicito e liberatorio.

Perché la Flapper balla il Charleston, allora?

È un mondo giovane quello uscito dalla prima guerra mondiale, che cerca di sottrarsi al ‘buon costume’ e che trova lì, sul piatto, l’offerta della musica jazz. C’è, agli occhi di tutti, una connessione molto stretta tra esecuzione jazzistica e forma danzante, tra musica e corpo. È il jazz degli anni Venti: un po’ nervoso, sincopato, con i suoi 250 beat al minuto, a dare avvio allo sdoganamento di un corpo libero da rigidità, posseduto dalla musica. Questo ci pare, in definitiva, il carattere di liberalizzazione sessuale intrinseco al jazz: non esiste più un modo conveniente di muoversi, così come non esiste più un solo modo conveniente di essere donna o uomo.

Foto di copertina: American woman teaching English boys to dance the Charleston, Great Britain, 1925.  
(Fonte: https://catiecordero.wordpress.com/category/the-roaring-twenties/)

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